Qual è la probabilità di essere colpito da un fulmine?
Immagina di trovarti all’aperto durante un temporale estivo: un lampo squarcia il cielo, un tuono rimbomba, e per un attimo ti chiedi davvero: qual è la probabilità di essere colpito da un fulmine?
La probabilità di essere colpiti da un fulmine (in un anno) è circa 0,000081%.
In molti casi, la risposta è tranquillizzante: l’evento è estremamente raro. Tuttavia, non è impossibile e conoscere i numeri e i comportamenti giusti può fare la differenza tra un semplice spavento e un rischio concreto.
In base ai dati del National Weather Service (NOAA), negli Stati Uniti una persona ha circa 1 probabilità su 15.300 di essere colpita da un fulmine durante l’arco della sua vita.
E in Italia? Non disponiamo ancora di dati precisi, ma le stime più autorevoli dicono che ogni anno cadono circa 1 milione e 500 mila fulmini e che questi provocano tra i 20 e i 50 decessi.
Ma entriamo più nel dettaglio di questi numeri: qual è la reale probabilità di essere colpiti? Se veniamo colpiti qual è la probabilità di sopravvivere?

Probabilità di essere colpito da un fulmine: dati e statistiche recenti
Ogni anno, nel mondo, si verificano oltre 1,4 miliardi di fulmini, con un’incidenza particolarmente elevata nelle regioni tropicali e durante i mesi estivi.
In Europa e in Italia, il fenomeno è meno frequente, ma non trascurabile: con l’aumento delle temperature e dei temporali improvvisi, il rischio legato ai fulmini è tornato al centro dell’attenzione pubblica.
Tabella: probabilità e dati sui fulmini (aggiornamento 2025)
| Area geografica | Fulmini annui stimati | Vittime/anno | Probabilità di essere colpiti nella vita | Mesi più a rischio |
| Mondo | ~1,4 miliardi | 6.000–24.000 | 1 su 500.000–700.000 | Giugno–Settembre |
| Stati Uniti (NOAA) | ~40 milioni | 20–30 | 1 su 15.300 | Maggio–Agosto |
| Europa | ~100 milioni | 200–400 | 1 su 100.000–200.000 | Giugno–Agosto |
| Italia (ISAC-CNR) | 1–1,5 milioni | 20–50 | 1 su 120.000–300.000 | Luglio–Agosto |
| Africa e Sud-Est Asiatico | >300 milioni | >10.000 | 1 su 20.000–50.000 | Tutto l’anno |
Come si vede, l’Italia si colloca tra i Paesi a rischio medio-basso, ma con una densità di fulmini significativa, soprattutto nelle regioni alpine e appenniniche e nelle pianure del Nord.
Il periodo di maggior esposizione è l’estate, quando l’aria calda e umida favorisce la formazione di nubi temporalesche: luglio e agosto sono i mesi più pericolosi, e la fascia oraria più critica va dalle 14 alle 18, quando l’attività convettiva dell’atmosfera raggiunge il picco.
Un altro elemento interessante è la diminuzione delle vittime negli ultimi decenni. Negli anni ’50 in Italia si registravano decine di morti ogni mese estivo, mentre oggi i casi letali sono diminuiti grazie a una maggiore consapevolezza e alla diffusione di strutture protettive.

Qual è la probabilità di essere colpiti da un fulmine, in Italia
Quando parliamo di “probabilità di essere colpiti da un fulmine”, dobbiamo distinguere tre livelli: il rischio annuale, il rischio nell’arco della vita e il rischio condizionato dal contesto (dove ti trovi e cosa stai facendo). La stima più citata a livello internazionale arriva dal National Weather Service (NOAA): negli Stati Uniti, la probabilità di essere colpiti nell’arco della vita (assumendo ~80 anni) è circa 1 su 15.300. Tradotto in termini annuali, significa all’incirca 1 su 1,2 milioni: un evento raro, ma non impossibile. Questi valori non sono “garanzie personali”, bensì medie statistiche calcolate su popolazioni molto ampie, utili per inquadrare l’ordine di grandezza del fenomeno.
Per capire meglio come leggere questi numeri, facciamo un passaggio in più.
Se il rischio “di vita” è 1/15.300 (≈0,0065%), distribuendolo in modo uniforme su 80 anni otteniamo un rischio annuo di circa 0,000081% (≈1/1.230.000).
E in Italia?
In Italia non esiste una serie ufficiale continua come quella statunitense per stimare la probabilità individuale; abbiamo però indicatori affidabili sugli esiti e sull’attività elettrica. L’ISAC-CNR riporta che i fulmini causano circa 20–50 decessi l’anno nel nostro Paese; inoltre, negli anni recenti si registrano mediamente oltre 1 milione di fulmini l’anno sul territorio nazionale.
Se incrociamo questi numeri con l’evidenza internazionale sulla letalità (circa 1 decesso ogni 10 persone colpite, quindi ~90% di sopravvivenza), possiamo ricavare una stima di massima: 20–50 decessi annui suggeriscono 200–500 persone colpite in totale in un anno. Rapportato a ~60 milioni di abitanti, l’ordine di grandezza del rischio annuale “medio italiano” starebbe quindi tra 1 su 300.000 e 1 su 120.000. Ricorda che però il numero che abbiamo ricavato è una stima prudente, non un valore ufficiale: può variare in base condizioni locali (orografia, densità di temporali) e soprattutto ai comportamenti.
Cosa succede quando si viene colpiti da un fulmine
La probabilità di essere colpiti da un fulmine non è sempre la stessa, e ciò dipende dal comportamento di queste scariche elettriche.
Un fulmine è una delle manifestazioni più potenti e spettacolari della natura: una scarica elettrica che può liberare un’energia superiore ai 100 milioni di volt in una frazione di secondo. Quando colpisce una persona, il suo effetto dipende da tre fattori principali: intensità della corrente, durata del contatto e percorso dell’elettricità attraverso il corpo.
Contrariamente a quanto si crede, non è necessario essere colpiti “in pieno” per subirne le conseguenze. In molti casi, infatti, il fulmine colpisce il terreno o un oggetto vicino, e la scarica si propaga lateralmente o attraverso il suolo, raggiungendo il corpo umano. Questo è il motivo per cui restare sotto un albero isolato, in campo aperto o su terreni bagnati aumenta drasticamente il rischio.
Quando la corrente attraversa il corpo, il primo organo a essere colpito è spesso il cuore. Anche una scarica brevissima può provocare un arresto cardiaco o respiratorio, ma non sempre la morte è immediata. In molti casi la persona viene soccorsa in tempo e sopravvive, anche se può riportare ustioni, problemi neurologici, amnesie temporanee e danni permanenti alla memoria o alla vista.
Studi del National Lightning Safety Institute indicano che circa il 90% delle persone colpite da un fulmine sopravvive, ma solo una parte di loro torna completamente illesa: le cosiddette “vittime invisibili” convivono spesso con disturbi cronici dovuti all’impatto elettrico sul sistema nervoso.
La scarica può raggiungere temperature di oltre 30.000°C, più del doppio della superficie del Sole. In questi casi le ustioni avvengono istantaneamente, ma paradossalmente non sempre sono profonde, perché la corrente tende a scorrere sulla superficie del corpo (effetto “flashover”), vaporizzando il sudore e creando le tipiche figure ramificate sulla pelle, note come Lichtenberg figures.
Oltre al danno fisico diretto, l’effetto del fulmine può generare onde d’urto e cadute che amplificano il trauma. È comune che le persone vengano proiettate a diversi metri di distanza o perdano conoscenza a causa della forza d’espulsione.
Essere colpiti da un fulmine è quindi un evento complesso: non sempre mortale, ma quasi sempre traumatico.
Ecco perché la prevenzione resta la difesa più efficace. Evitare le aree esposte, cercare riparo al chiuso, o all’interno di un’automobile con porte e finestre chiuse (che agisce come una gabbia di Faraday), sono comportamenti che riducono di oltre il 90% la probabilità di essere colpiti.
Nel prossimo capitolo vedremo quali sono le probabilità di morire a causa di un fulmine e come queste cambiano in base al luogo in cui ci troviamo, dalla montagna al mare, fino ai casi più comuni come camminare sotto un albero o a piedi in campo aperto.

Qual è la probabilità di morire a causa di un fulmine?
Essere colpiti da un fulmine non significa automaticamente morire. La mortalità legata a questi eventi è molto più bassa di quanto si immagini: in media, solo 1 persona su 10 colpite perde la vita, mentre il 90% sopravvive, anche se spesso con danni permanenti.
Questo significa che, su 200–500 persone colpite ogni anno in Italia, tra 20 e 50 muoiono. Numeri piccoli se rapportati alla popolazione, ma non irrilevanti se si considera che la gran parte di questi decessi potrebbe essere evitata con comportamenti corretti e tempestivi.
Il rischio di morte non è lo stesso per tutti: dipende dal contesto, cioè dal luogo e dalle condizioni in cui ci si trova durante il temporale. Vediamo, caso per caso, come cambia la probabilità di morire a causa di un fulmine.
Il fulmine cerca il percorso elettrico più favorevole: oggetti alti, spazi aperti, creste esposte aumentano l’esposizione; edifici chiusi e automobili offrono protezione (per via dell’effetto “gabbia di Faraday”).
Ecco quanto è alta la probabilità di sopravvivere in relazione al luogo in cui ti trovi quando cade un fulmine.
La probabilità di morire se siamo sotto un albero
È uno degli errori più frequenti: cercare riparo sotto un albero isolato.
Un fulmine tende sempre a colpire l’oggetto più alto e conduttivo nelle vicinanze, e un albero bagnato è un perfetto conduttore elettrico. Quando il fulmine lo colpisce, la scarica si propaga lungo il tronco e può deviare lateralmente verso chi si trova vicino.
In questa situazione, la probabilità di morte aumenta fino a 1 su 3 per chi è direttamente colpito dalla scarica laterale. Non solo per l’elettricità, ma anche per le schegge di corteccia proiettate e il crollo del tronco che possono provocare traumi letali.
In caso di temporale, meglio allontanarsi almeno 30 metri dagli alberi isolati e cercare terreno aperto ma più basso, accovacciandosi per ridurre la propria altezza.

La probabilità di morire se siamo in macchina
Sorprendentemente, l’automobile è uno dei luoghi più sicuri durante un temporale.
Il metallo della carrozzeria crea una “gabbia di Faraday”, una barriera che convoglia la scarica elettrica all’esterno del veicolo, senza che raggiunga l’interno. In questo modo, l’energia del fulmine scorre intorno all’abitacolo e si scarica a terra.
Il rischio di morire in macchina a causa di un fulmine è praticamente vicino allo zero, purché il veicolo sia chiuso (porte e finestrini sigillati) e non si tocchino parti metalliche interne.
Eventuali danni si limitano a vetri incrinati, sistemi elettrici bruciati o pneumatici esplosi, ma la sopravvivenza del conducente e dei passeggeri è quasi garantita.
La probabilità di morire se siamo in acqua
L’acqua è un eccellente conduttore elettrico, e per questo nuotare durante un temporale è estremamente pericoloso.
Quando un fulmine colpisce la superficie del mare, di un lago o di una piscina, la scarica si disperde orizzontalmente per alcuni metri: chi si trova entro un raggio di 10–15 metri dal punto d’impatto può subire una folgorazione mortale.
In questo caso, la probabilità di morte è elevatissima: oltre il 50% per chi è a contatto diretto con l’acqua.
Non serve essere colpiti “in pieno”: la corrente può passare attraverso l’acqua, causando arresto cardiaco immediato.
Se si è in spiaggia o in barca, il comportamento corretto è uscire subito dall’acqua e rifugiarsi al chiuso (auto, edificio o struttura coperta) finché il temporale non è terminato.
La probabilità di morire se siamo a piedi
Camminare in campo aperto, su un sentiero di montagna o in pianura durante un temporale espone al rischio di essere il punto più alto del paesaggio.
Se il fulmine colpisce direttamente una persona, la mortalità può raggiungere il 30%, mentre nel caso di scariche indirette o “di passo” (la corrente che attraversa il terreno e risale dalle gambe) il rischio di morte scende al 5–10%, ma rimane comunque significativo.
Il comportamento corretto, in questo caso, è accovacciarsi a terra con i piedi uniti e la testa tra le ginocchia, evitando di sdraiarsi completamente (così si riduce la superficie di contatto col terreno).
Anche una piccola differenza di comportamento può determinare la sopravvivenza: mantenere un’unica linea di contatto col suolo riduce la possibilità che la corrente attraversi il cuore.
Cosa fare per aumentare le probabilità di sopravvivere
Ecco una guida pratica per capire cosa fare, cosa evitare e come intervenire se qualcuno viene colpito.
Cosa fare per proteggersi dai fulmini
1) Cerca subito un riparo sicuro
Appena senti un tuono, considera di essere in pericolo: se lo senti, significa che il fulmine può colpire entro un raggio di 10-15 chilometri. Rifugiati all’interno di un edificio chiuso o in un’automobile con porte e finestrini sigillati. Entrambi offrono una protezione efficace grazie al principio della gabbia di Faraday, che fa scorrere la corrente elettrica intorno alla struttura senza colpire chi si trova all’interno.
2) Evita le aree esposte e isolate
Se ti trovi in montagna, su una spiaggia o in campo aperto, spostati verso zone più basse ed evita di restare su creste, colline o alture. I fulmini colpiscono preferibilmente i punti più elevati e isolati, quindi anche pochi metri di dislivello possono fare la differenza.
3) Se non hai un riparo, abbassati a terra
In assenza di un rifugio, accovacciati con i piedi uniti, la testa tra le ginocchia e le mani sulle orecchie. Non sdraiarti completamente: in quella posizione aumenteresti la superficie di contatto con il suolo e il rischio che la scarica ti attraversi. Restare basso e compatto riduce sensibilmente la probabilità di essere colpiti.
4) Allontanati da oggetti conduttivi
Evita di tenere con te o accanto oggetti metallici come ombrelli, bastoni, mazze da golf o zaini con struttura in metallo. Se sei in bicicletta o in moto, scendi subito e allontanati di almeno dieci metri dal veicolo. Il metallo attira la corrente e può diventare un punto di impatto.
5) Attendi la fine del temporale prima di ripartire
Non uscire immediatamente dopo la pioggia: i fulmini possono colpire anche a temporale terminato. Segui la cosiddetta “regola dei 30 secondi”: se tra il lampo e il tuono passano meno di trenta secondi, significa che il fulmine è a meno di dieci chilometri da te e che sei ancora in pericolo. Aspetta almeno mezz’ora dall’ultimo tuono prima di riprendere le attività all’aperto.
Cosa non fare per proteggersi dai fulmini
- Non rifugiarti sotto alberi isolati, tralicci o strutture metalliche.
- Non restare in acqua o vicino a laghi, piscine o mare.
- Non usare telefoni collegati al caricabatterie, elettrodomestici o rubinetti: anche le reti domestiche possono trasmettere la scarica.
- Non sostare vicino a finestre o balconi: le scariche possono entrare attraverso infissi o antenne.
- Non correre o agitare oggetti metallici sopra la testa.
Cosa fare se qualcuno viene colpito da un fulmine
Se qualcuno vicino a te è stato colpito da un fulmine, ecco cosa potrebbe salvargli la vita.
Ma prima, una cosa fondamentale: non sostituirti ai soccorsi. La prima cosa da fare è sempre chiamare il numero unico di emergenza (112), segnalare che si tratta di una persona colpita da un fulmine e chiedere loro le migliori modalità di intervento.
Ciò che noi possiamo dirti è che è sicuro toccare la vittima: non conserva alcuna carica elettrica.
Controlla immediatamente respirazione e battito cardiaco.
- Se la persona non respira o non ha polso, inizia la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e continua fino all’arrivo dei soccorsi.
- Se è cosciente, mantienila al riparo e tranquilla, controllando eventuali ustioni o ferite.
Non lasciarla mai sola: anche chi sembra in buone condizioni può sviluppare complicazioni cardiache o neurologiche nei minuti successivi.
