VALBO HISTORY

27 Gennaio 1928

La battaglia del grano in Val Bognanco (1928) 

Bognancodentro

La Scuola d’Agricoltura (rit.) sera del 6 gennaio u. s., chiamato dal Commissario sig. Venco, il prof. Leoni, nuovo titolare della Cattedra Ambulante di Domodossola, inaugurava il Corso d’Agricoltura pei giovani del paese. Disse che di fronte allo sviluppo prodigioso delle industrie è necessario che, con maggior ragione, l’agricoltura si orienti verso le scoperte della scienza. La quale oramai è in possesso di una tecnica nuova; tale che può realmente condurci a quella auspicata risurrezione economica che solo per l’agricoltura è possibile.

Le belle parole vennero coronate da buon successo, perché una ventina di agricoltori si ascrissero alla scuola. Auguri di fecondi frutti.

Furto Una visita sgradita si ebbe sabato scorso il sig. Belloli Lorenzo, il quale, tornato verso le 2 pomeridiane dal lavoro, vide la propria casa saccheggiata in pieno giorno. Per fortuna i ladri non hanno visto tutto.

IL POPOLO DELL’OSSOLA N.4

27/01/1928

La battaglia del grano dei ruggenti anni Venti

La sera dell’Epifania del 1928, a Bognanco Dentro, venti giovani si iscrivono a un “Corso d’Agricoltura”. A inaugurarlo è il professor Leoni, appena nominato alla Cattedra Ambulante di Domodossola. Lo ha chiamato il commissario comunale Giovanni Venco. 

Il giornale registra poche righe: «le belle parole vennero coronate da buon successo…» ma dietro quelle righe c’è molto di più.

Ecco tutto quello che c’è dietro a questo preziosissimo articolo di giornale ritrovato nella biblioteca di Domodossola, una pagina di storia che riguarda l’Ossola e l’Italia intera.

In queste righe si parla dell’arrivo in valle di una delle istituzioni più innovative dell’Italia contemporanea, le Cattedre ambulanti di agricoltura, nate per portare la scienza “a domicilio” dei piccoli coltivatori, con lezioni pratiche, consulenze in cascina, dimostrazioni in campo. Ma cos’erano?

Cos’erano le Cattedre Ambulanti d’Agricoltura

Queste cattedre, istituite a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e poi regolate dal Ministero, furono per quasi un secolo il motore dell’alfabetizzazione tecnica delle campagne italiane, fino alla trasformazione in ispettorati provinciali nel 1935.

Non si trattava di aule fisse, ma docenti e tecnici itineranti che raggiungevano i paesi, tenevano lezioni serali, facevano prove in campo, consigliavano varietà e rotazioni, mostravano macchine e concimi. Erano un ponte tra università, scuole tecniche e aziende agricole familiari. La loro efficacia fu riconosciuta già all’epoca e rimane oggi un caso di studio sulla diffusione dell’innovazione in aree periferiche. 

Il contesto storico: i ruggenti anni Venti e la “battaglia del grano”

Come può una sola pagina di giornale inserirsi in un capitolo così importante della nostra storia?

Ciò che un giornalista de Il Popolo dell’Ossola cronaca in questi versi di quotidiano ossolano, mostra le conseguenze di tre anni del nuovo regime.

Da poco infatti il governo aveva lanciato la famosa “Battaglia del grano” (1925), una campagna per aumentare la produttività cerealicola e ridurre la dipendenza dall’estero: così l’Italia doveva risollevarsi dalla crisi del primo dopoguerra.

Una foto divenuta simbolo di quell’epoca ritrae un tram in piazza Duomo, nel pieno centro di Milano, attraversare fiumi d’oro di frumento piantati proprio accanto a statue e gallerie.

battaglia del grano 1928

In quel contesto, il governo mobilita proprio le Cattedre ambulanti, chiedendo loro di diffondere sementi selezionate, nuove tecniche e uso di fertilizzanti anche nei piccoli paesi rurali e montani. Portare un corso serale a Bognanco significa, dunque, connettere i saperi locali alla grande politica agraria del tempo. 

C’è poi un altro sfondo, amministrativo ed economico. Il 7 gennaio 1928 nasce l’attuale Comune di Bognanco, che unifica Bognanco Dentro (San Lorenzo), Bognanco Fuori e Monteossolano (R.D. 1° dicembre 1927). In quei mesi la guida locale è affidata al commissario Venco, che nello stesso anno verrà nominato podestà. Parallelamente, il comparto delle acque e delle terme vive una modernizzazione decisiva: nel 1928 entra in funzione il primo impianto italiano completamente automatizzato per l’imbottigliamento delle acque minerali. È un segnale forte: la valle non è solo “terra di pascoli”, ma anche industria, turismo, benessere. La scelta di investire sull’istruzione agraria qui e ora è perfettamente coerente con questa traiettoria di sviluppo. 

Quella ventina di firme raccolte in una sera d’inverno del 1928 raccontano molto più di un semplice corso serale: sono il segno di una comunità che sceglie di aprirsi alla modernità, di imparare, di crescere. Bognanco non è più soltanto valle di pascoli e sorgenti, ma diventa laboratorio di un’Italia che cerca riscatto nell’agricoltura e nelle sue tecniche nuove. In quelle aule improvvisate, tra il calore delle stufe e l’eco delle parole del professor Leoni, si respira la fiducia in un futuro diverso. Una pagina di storia che ancora oggi ci ricorda quanto la conoscenza sia il vero seme da cui nasce ogni risurrezione economica e sociale.