Impronte di volpe: come riconoscerle e distinguerle da cane e lupo

Impronte di volpe: come riconoscerle e distinguerle da cane e lupo

Come riconoscere le impronte di volpe: forma, dimensioni e pista

Se hai notato un’impronta su neve, fango o sentiero e ti stai chiedendo se sia una volpe, sei nel posto giusto. La volpe rossa è un animale molto più presente di quanto sembri: spesso non la vediamo, ma la sua presenza “resta scritta” sul terreno, soprattutto quando le condizioni sono buone. In questa guida impariamo a leggere le impronte di volpe nel modo corretto: partiamo da forma e dimensioni, ma diamo il giusto peso alla pista (la sequenza di impronte), che di solito è il dettaglio più affidabile quando vogliamo evitare scambi con altri canidi.

Impronte di volpe: forma e dimensioni

Le impronte di volpe rientrano nel mondo delle tracce dei canidi: quattro dita, cuscinetto centrale e un aspetto che, a colpo d’occhio, può ricordare un cane piccolo. Il punto è che il terreno può cambiare tutto: neve che fonde, fango troppo morbido, ghiaia o foglie possono deformare i contorni e “sporcare” i dettagli. Per descriverle bene, quindi, ragioniamo su tre livelli: com’è fatta l’impronta, quanto misura e come si ripete nel movimento. È qui che l’osservazione diventa davvero solida.

Forma

Quando l’impronta è pulita, la volpe lascia una traccia più ovale e allungata di quanto ci aspetteremmo, con un disegno complessivamente “fine”. Un dettaglio tipico è che le due dita centrali tendono a risultare più avanzate, e le unghie sono spesso visibili come piccoli segni appuntiti davanti alle dita, soprattutto su neve o fango non troppo profondo. 

Attenzione però: in inverno possono entrare in gioco anche i peli tra i cuscinetti, e questo può rendere i bordi più sfumati e l’impronta apparentemente più grande o meno nitida. Per questo conviene sempre cercare più di una traccia e scegliere quelle meglio impresse lungo la pista. 

Dimensioni

Qui arriva una delle informazioni più utili per chi vuole “togliersi il dubbio” velocemente. Nelle guide di campo italiane le impronte di volpe sono generalmente indicate in un range circa 4–6 cm.  In molte osservazioni sul campo, soprattutto quando l’impronta è ben definita, si trovano misure intorno a 6–6,5 cm di lunghezza e circa 4–4,5 cm di larghezza. 

Il modo in cui misuriamo fa la differenza. Se il bordo è “allargato” da neve in fusione o fango molto bagnato, la misura tende a crescere e diventa poco utile. La regola pratica è semplice: misuriamo l’impronta più nitida, sul punto più pulito del contorno, e se possiamo scattiamo una foto dall’alto con un riferimento (righello, metro, anche una moneta) sullo stesso piano.

Pista

La pista è spesso la firma più convincente della volpe. In condizioni buone, la traccia appare dritta e precisa, come se l’animale avesse una direzione chiara e la mantenesse per un tratto.  Un dettaglio molto citato nelle guide di riconoscimento è che, camminando o trottando, la volpe può appoggiare la zampa posteriore dentro o quasi dentro l’impronta dell’anteriore, creando una sequenza che sembra composta da “un’unica fila” di orme. 

Quando il terreno lo permette, anche la distanza tra le impronte può dare indicazioni: al piccolo trotto si osservano spesso passi nell’ordine di circa 50–70 cm (valori indicativi, molto legati all’andatura e al substrato). 

Dove è possibile trovare impronte di volpe?

Per capire dove è più probabile trovare impronte di volpe, dobbiamo unire due idee: dove vive la volpe in Italia e come usa il territorio. La volpe rossa (Vulpes vulpes) è una specie estremamente adattabile: in Italia è segnalata in una grande varietà di ambienti, dalle praterie alpine ai boschi, dalla campagna coltivata fino alle aree urbane.  In pratica, non è raro che le sue impronte compaiano anche vicino a noi: la differenza la fa quasi sempre il terreno “giusto” per registrarle.

Dal punto di vista del comportamento, la volpe si muove molto lungo i margini: bordi del bosco, filari, fossi, campi, sentieri, strade bianche, argini. Sono linee naturali che offrono copertura e opportunità di caccia (piccoli roditori, insetti) e che permettono spostamenti rapidi. Inoltre è più facile notare le impronte quando il terreno è “scrivibile”: neve fresca, fango compatto dopo pioggia o disgelo, sabbia umida lungo alvei e sentieri.

In generale, la volpe la intercettiamo più spesso (e quindi troviamo più facilmente le sue tracce) in questi contesti:

  • Boschi e margini del bosco, soprattutto dove si alternano radure e copertura
  • Campagne e aree agricole (filari, fossi, capezzagne, strade interpoderali)
  • Zone periurbane e parchi, dove passa in orari tranquilli e sfrutta corridoi verdi
  • Neve fresca e fango compatto: i substrati che rendono l’impronta più leggibile (forma + pista)

Volpe, cane e lupo: come distinguere le impronte?

Dopo aver visto com’è fatta l’impronta di volpe, arriviamo al passaggio che interessa davvero: evitare lo scambio con un cane e, quando serve, capire la differenza con il lupo. Qui vale una regola onesta: una singola impronta può ingannare, soprattutto se il terreno è deformante. Per distinguere bene dobbiamo mettere insieme dimensione, forma e pista.

Differenze tra impronte di volpe e cane

Il cane è il “sosia” più comune. In molte situazioni la differenza non sta in un singolo dettaglio magico, ma nella somma di piccoli segnali. In generale, rispetto a molte impronte di cane, quella della volpe tende a risultare più allungata e ordinata, con unghie spesso visibili e una pista più “pulita”, cioè coerente nel percorso. 

Con il cane, invece, ciò che osserviamo spesso è più variabile: cambi di direzione frequenti, zig-zag, stop, ritorni. Non perché “cammini male”, ma perché esplora, annusa e si muove in modo meno lineare. Ecco perché, se possiamo, conviene sempre leggere almeno qualche metro di pista e non fermarsi alla prima impronta.

Differenze tra impronte di volpe e lupo

Qui la dimensione gioca a nostro favore: il lupo lascia impronte molto più grandi. Nel materiale di monitoraggio alpino, l’impronta anteriore di un lupo adulto è indicata mediamente intorno a 10–12 cm per 8–10 cm.  Questo significa che, quando troviamo impronte nell’ordine dei 4–6 cm, siamo in un’altra scala.

Anche la pista cambia: nei protocolli di riconoscimento su neve, per parlare di traccia di lupo si considera la necessità di seguire una pista lunga e coerente, con criteri di passo e continuità molto stringenti (proprio perché il cane può confondere).  In altre parole: se il dubbio è tra volpe e lupo, quasi sempre lo risolve la taglia; se il dubbio è tra volpe e cane, lo risolve più spesso la pista.

Ricapitolando, le principali differenze tra impronte di volpe, cane e lupo sono:

  • Volpe: piccola e leggera, ovale e allungata (segni delle unghie spesso netti), pista lineare e “precisa”
  • Cane: variabile, più spesso tonda e aperta, pista irregolare e spezzata (molti cambi di direzione)
  • Lupo: grande, più robusta, pista coerente e regolare su tratti lunghi (se osservabile in buone condizioni)

Le altre “impronte” della volpe

Non sempre troviamo impronte perfette sul terreno: a volte la neve è vecchia, il fango è troppo liquido, oppure il sentiero è secco e duro. In questi casi la presenza della volpe può emergere da altri indizi pratici, spesso legati al suo modo di cacciare e muoversi. L’idea non è cercare “la prova assoluta”, ma riconoscere segnali coerenti nello stesso corridoio di passaggio.

Le altre “impronte” più frequenti della volpe sono:

  • Piccole buche nel terreno (scavi rapidi) legate alla caccia di micromammiferi
  • Pelo impigliato su rovi, reti, recinzioni o rami bassi lungo punti di passaggio
  • Tracce di passaggio nel sottobosco, con vegetazione leggermente schiacciata o corridoi ripetuti
  • Resti di alimentazione (peli, ossa, residui) in zone tranquille: indizio da osservare senza avvicinarsi troppo
  • Segni su neve meno “a impronta” e più a disegno continuo quando la pista è deformata (solchi, trascinamenti leggeri)
  • Vocalizzazioni percepite a distanza nelle ore serali/notturne: non sono una traccia sul terreno, ma aiutano a collocare la presenza nell’area
  • Feci in punti evidenti (sassi, ceppi, margini del sentiero), spesso usate come segnale territoriale: possono contenere peli e cambiano colore col tempo

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