Impronte di cinghiale: quali sono le sue orme?
Impronte di cinghiale: fine appaiono le orme di questo animale, che forma e quali dimensioni hanno? A quale altro animale sono simili e cosa sono le grufolate?
Il cinghiale lascia impronte che somigliano ad uno zoccolo diviso, formate da due unghioni principali impressi nel terreno e, quando il suolo cede o l’animale spinge di più, possono comparire anche due segni più piccoli dietro (gli speroni).
Spesso le impronte di cinghiale si trovano in prossimità di buchi e segni che il cinghiale scava nel terreno con il muso (il grufo) per cercare cibo: le grufolate.
In questo articolo puoi trovare tutte le informazioni che ti servono per conoscere le impronte del cinghiale e imparare a distinguerle dalle orme di altri animali del bosco.
Scorri per leggere:
- Forma e dimensione
- Le grufolate
- Tutte le impronte simili


Il cinghiale: che animale è, come appare e dove trovarlo in Italia
Il cinghiale (Sus scrofa) è un grande ungulato della famiglia dei Suidi: in pratica, il “cinghiale europeo” da cui derivano anche i suini domestici. È un animale robusto e compatto, con torace largo, zampe relativamente corte, muso allungato e una caratteristica inconfondibile: le setole (spesso scure) che, sul dorso, possono formare una sorta di criniera quando è in allerta.
Nei maschi adulti spiccano le zanne (canini) e una corporatura più massiccia; i piccoli, invece, sono riconoscibili per il mantello striato, utile come mimetismo.
Nelle schede faunistiche dei Parchi italiani si trovano misure indicative tra 100–150 cm di lunghezza e pesi che possono arrivare fino a 45–160 kg (variabili per sesso, età e disponibilità di cibo).
Nel 2021 gli esemplari di cinghiale presenti in Italia erano circa 1,5 milioni.
Ma dove vivono solitamente e come sono distribuiti sul territorio?
In Italia il cinghiale è ormai presente in gran parte del Paese, lungo tutta la Penisola, dalla Valle d’Aosta fino alla Calabria con una buona concentrazione anche sulle isole di Sardegna e Sicilia.

Il cinghiale è un animale che tende a muoversi con più libertà nelle ore tranquille soprattutto attorno a zone ricche di cibo. I luoghi che più combinano queste caratteristiche sono:
- Boschi di querce e castagneti, soprattutto vicino a radure e margini
- Margini dei campi e aree agricole adiacenti al bosco: sono corridoi naturali e spesso zone di alimentazione
- Punti umidi (ruscelli, piccole pozze, impluvi): il cinghiale cerca acqua e, quando il terreno è morbido, lascia tracce molto più leggibili
- Strade forestali e sentieri larghi: non perché “cerchi l’uomo”, ma perché sono linee di spostamento efficienti
- Aree collinari e montane boscate, dove alterna copertura e spazi aperti: è uno scenario tipico in molte zone italiane.
Impronta del cinghiale: forma e dimensioni
Prima di misurare un’orma, conviene capire perché quella traccia è così marcata. Il cinghiale cammina su uno zoccolo diviso (due unghioni principali) e, dietro, ha anche due piccoli zoccoli accessori, gli speroni. Quando il terreno è morbido o l’animale è pesante, gli speroni entrano più facilmente in gioco e l’impronta risulta più larga e più “piena”.
Sul peso, i numeri aiutano a capire perché in certe condizioni l’orma “affonda”: i maschi possono arrivare fino a 45–180 kg (le femmine 30–150 kg, valori indicativi).
Tradotto sul campo: su fango bagnato, neve morbida o terreni cedevoli, un cinghiale adulto tende a lasciare impronte profonde e spesso con speroni visibili; su suolo duro, invece, potresti vedere solo i due unghioni principali e perdere parte dei dettagli.
Forma
Quando l’impronta è pulita, si riconosce bene la struttura “a doppio zoccolo”: due unghioni che lasciano una traccia compatta, generalmente più larga e squadrata rispetto a molte impronte di cervidi. Un tratto tipico del cinghiale è proprio la frequenza con cui compaiono gli speroni laterali: in terreni morbidi si imprimono spesso e “allargano” la sagoma, rendendo l’orma meno appuntita e più massiccia nel complesso.

Attenzione però: la forma cambia molto con il substrato. Se la neve è in fusione o il fango è troppo liquido, i bordi si aprono e l’impronta sembra più grande e più tondeggiante. In questi casi, per descriverla in modo corretto, vale la regola pratica: cerca più impronte nello stesso tratto e scegli quelle meglio impresse.
Dimensioni

Per le dimensioni, la cosa più utile è avere un range credibile “da terreno reale”. Una fonte istituzionale (scheda fauna della Regione Emilia-Romagna) indica per l’impronta della zampa anteriore una lunghezza di circa 5–8 cm e una larghezza di circa 4–6 cm (la posteriore è segnalata come simile).
In guide pratiche di riconoscimento si trovano anche range più ampi (ad esempio 6–10 cm) perché entrano in gioco età, sesso e soprattutto deformazioni del terreno.


Le grufolate: cosa sono e come riconoscerle
Le grufolate sono i segni che il cinghiale lascia quando si alimenta “lavorando” il terreno con il muso: in pratica sono scavi di alimentazione, che possono essere superficiali oppure anche profondi, a seconda di cosa sta cercando e di quanto il suolo è morbido.

Quando sono intense, non assomigliano a una buca pulita: somigliano molto di più a una piccola aratura fatta a chiazze, con zolle rivoltate e terreno smosso. In documenti tecnici si descrivono come vere e proprie arature, con profondità che può arrivare fino a circa 40 cm e con un’estensione che può diventare anche ampia (fino a decine di metri quadrati).

A colpo d’occhio, la grufolata del cinghiale ha le seguenti caratteristiche:
- Terreno rivoltato e sbriciolato, con zolle capovolte e vegetazione “strappata” o sollevata
- Solchi irregolari e chiazze continue, più simili a un passaggio che “spiana e apre” il suolo che a una buca singola
- Profondità variabile: da grattate superficiali fino a scavi più profondi, quando cerca cibi sotto terra
- Spesso, attorno o dentro la grufolata, trovi anche altri segni coerenti: impronte, piccoli “trottoi” (passaggi abituali) o zone di fango frequentate

Che differenza c’è tra l’impronta del cinghiale e quella del cervo?
Confondere le impronte di cinghiale con le impronte di cervo è più frequente di quanto si pensi: questi due animali lasciano infatti un’orma a forma di zoccolo diviso.
Le impronte del cervo sono quelle tipiche di un ungulato a zoccolo diviso: sul terreno si vedono due unghioni affiancati che disegnano una traccia spesso slanciata e abbastanza regolare, con un profilo che può ricordare una V o un piccolo “cuore”.
Il cinghiale, invece, tende a lasciare un’orma più piena e “pesante”: su terreno morbido compaiono spesso anche i segni posteriori (gli speroni), che allargano la traccia e la rendono più completa.
In sintesi:
- Il cinghiale lascia l’impronta degli speroni
- Il cervo lascia impronte a forma di “V”

Che differenza c’è tra l’impronta del cinghiale e quella del maiale?
Scambiare le impronte di cinghiale con quelle del maiale è uno dei casi più “scomodi”: le impronte di questi due animali sono infatti praticamente identiche.

Il maiale (suino domestico) lascia uno zoccolo diviso molto simile a quello del cinghiale. La differenza principale si osserva soprattutto nel contesto in cui è osservabile: se ci troviamo vicino a campi, stalle, recinzioni, aree agricole frequentate o pascoli gestiti, si tratta con molta probabilità di un maiale.
Se invece la pista si osserva in ambiente boschivo, in corridoi naturali lontani da strutture e con segni tipici (passaggi ripetuti, terreno smosso, zone di fango battute), potremmo trovarci di fronte ad un cinghiale selvatico.
In sintesi:
- Cinghiale e maiale lasciano impronte simili
- Il contesto aiuta nella lettura delle impronte
Che differenza c’è tra l’impronta del cinghiale e quella della capra?
Dopo cervo e maiale, anche la capra è un animale le cui impronte sono molto simili a quelle del cinghiale.

Quando la traccia è pulita, l’impronta della capra tende ad apparire stretta e appuntita. Nel suo profilo è possibile osservare i due unghioni dalla classica forma a V.
Le dimensioni sono variabili perché dipendono dalla taglia ma, in generale, la capra raramente produce solchi profondi dato il suo peso notevolmente inferiore a quello del cinghiale.
Anche in questo caso l’interpretazione più solida nasce quando si presta attenzione sia alla morfologia che al contesto: impronte in aree di pascolo, alpeggi, sentieri di transito del bestiame e zone prossime a strutture rendono la capra più plausibile; impronte in margini di bosco, radure, valloni e punti umidi, specie se accompagnate da segni di ricerca del cibo, rendono il cinghiale più coerente.
In sintesi:
- Il cinghiale lascia impronte più profonde
- La capra produce orme più leggere e sottili

Tabella delle impronte: cinghiale, cervo, maiale, capra
In questa tabella abbiamo raccolto tutte le differenze viste fino ad ora, scorri le righe e le colonne del paragrafo che segue per confrontare le orme di cinghiale con quelle del cervo, del maiale e della capra.
| Animale | Forma (com’è fatta l’impronta) | Dimensione (indicativa) | Habitat/contesto (dove è più facile trovarla) |
| Cinghiale | Zoccolo diviso; impronta spesso “piena”, speroni frequenti su fango/neve | 5–8 cm (spesso), può aumentare con età/terreno | Boschi e margini, valloni, radure; sentieri forestali; spesso con grufolate/zone di fango |
| Cervo | Zoccolo diviso; impronta più slanciata e “pulita”, speroni più occasionali | 7,5–9 cm (adulto) | Boschi con radure e pascoli; piste forestali, crinali e sentieri larghi; neve/fango |
| Maiale | Zoccolo diviso molto simile al cinghiale (spesso indistinguibile) | Variabile (razza/peso) | Aree agricole, stalle/recinti, pascoli gestiti, dintorni di case e aziende |
| Capra | Zoccolo diviso; impronta più stretta e appuntita, segno più “leggero” | Variabile (taglia) | Pascoli, alpeggi, sentieri da bestiame, zone vicine a strutture/recinzioni |